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L'apostrofo ( ’ ) è un carattere tipografico, usato, nelle lingue scritte in alfabeto latino, come segno d'interpunzione e talvolta come segno diacritico. In italiano indica soprattutto l'elisione, talora il troncamento. Da non confondere con l'apostrofo è l'apostrofe retorica.
Verbi all'imperativoSi presenta l'elenco dei verbi che all'imperativo, in luogo dell'ordinaria ripetizione del presente indicativo, ne presentano una forma resa squillante dall'apocope e pertanto richiedono l'apostrofo e non l'accento: [1]
Si noterà la differenza rispetto alla seconda persona singolare del presente indicativo, che per "dire" è "dici", ma per gli altri verbi citati è rispettivamente "stai", "vai", "fai", "dai". (D'altra parte, "stai", "vai", "fai" e "dai" sono spesso usati anche col valore d'imperativi.) Elisione e troncamentoCome indicato sopra, esistono alcune forme, principalmente imperativi — oltre a po’ che è l'apocope di poco — dove l'apostrofo è utilizzato per indicare un troncamento. Nella lingua italiana è però possibile usare l'apostrofo per indicare l'elisione di una vocale alla fine di una parola, quando la parola successiva inizia per vocale. Però non sempre si ha un'elisione. Ad esempio, nell'italiano corrente si scrive più spesso "le opere di Omero" che "le opere d'Omero". Ci sono infine casi in cui la stessa parola, invece che essere elisa e avere quindi l'apostrofo, viene semplicemente troncata: "un'elisione" ma "un errore". La regola pratica per sapere se si ha elisione o troncamento è semplice:
Alcuni esempi pratici:
Qual è, oppure Qual'è?La regola sopraindicata per distinguere tra elisione e troncamento afferma che "qual è" deve essere scritto senza apostrofo (per via del fatto che la parola tronca "qual" compare davanti a consonante in espressioni come "un certo qual modo" o "qual buon vento") e così infatti affermano le principali grammatiche italiane (il Serianni e il Dardano-Trifone). Bruno Migliorini afferma ad esempio che la distinzione elisione-troncamento è artificiosa, ma visto che c'è deve essere rispettata. Altri, tuttavia, come Franco Fochi, affermano che l'uso troncato di "qual" è ormai arcaico e sopravvive soltanto in alcune "frasi fatte" ereditate dal passato (come quelle sopra citate), e quindi la forma apostrofata ha pieno diritto di esistenza. Alcuni scrittori, tra cui Federigo Tozzi, Mario Tobino, Tommaso Landolfi, Paolo Monelli, Bonaventura Tecchi, hanno comunque usato la forma apostrofata, effettivamente molto in uso al giorno d'oggi tuttavia considerata errore nella pratica scolastica dalla maggioranza dei professori. L'apostrofo in ingleseNell'inglese l'apostrofo viene usato in diversi contesti.
Apostrofo e segno del minuto primoÈ molto diffuso, benché non corretto, l'impiego del segno del minuto primo ( ' ) al posto dell'apostrofo ( ’ ), dovuto al fatto che né le tastiere delle macchine per scrivere né quelle dei computer odierni mostrano il corretto apostrofo tipografico. Tutti i sistemi operativi dispongono tuttavia di questo carattere (MacOS: sulla tastiera italiana, premere alt-shift-3; Linux: sulla tastiera italiana, premere AltGr-shift-B; Microsoft Windows: tenendo premuto alt, digitare 0146 ). Note
Voci correlate
Collegamenti esterni
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