|
Article on other languages:
|
Si ritiene che la Nebulosa Omuncolo (che in latino significa piccolo uomo) si sia formata a seguito di una grande esplosione cui la stella è andata incontro circa 7500 anni fa, la cui luce risultò visibile nel 1841. A seguito di questa esplosione η Carinae divenne la seconda stella più brillante del cielo, dopo Sirio, ma subito dopo le polveri e i gas espulsi durante l'esplosione hanno oscurato buona parte della sua luce. L'esplosione ha prodotto due lobi polari ed un vasto ma debole disco equatoriale, il tutto in allontanamento dalla stella alla velocità di 2,4 milioni di km/h. Non si esclude la possibilità di un riverificarsi in futuro di tali esplosioni. Nonostante η Carinae sia situata a circa 7 500 anni luce dal nostro pianeta, possono essere distinte, ad un'accurata osservazione, solo le strutture con una grandezza dell'ordine dei 15 miliardi di chilometri (paragonabile al diametro del Sistema solare); tra le strutture più significative si segnalano fasce di polveri, deboli condensazioni di gas e strane striature radiali. Gli involucri espulsi più esterni sono 100 000 volte più deboli della brillante stella centrale. Lungo il piano equatoriale tra i lobi bipolari fugge un eccesso di radiazione ultravioletta ed una modesta quantità di luce visibile blu, dovuta ad un apparentemente e relativamente piccola quantità di detriti tra i due lobi espulsi dalla stella. D'altra parte però i lobi contengono una quantità di polvere sufficiente ad assorbire buona parte della radiazione blu; per questo motivo i lobi appaiono rossastri. Voci correlate |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
This article is from Wikipedia. All text is available under the terms of the GNU Free Documentation License.