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Il principio d'induzione è un enunciato sui numeri naturali che in matematica trova un ampio impiego nelle dimostrazioni. Esso asserisce che
Il principio d'induzione deriva direttamente dal quinto assioma di Peano, ed è ad esso equivalente: assumendolo cioè come assioma, ne deriva il quinto assioma di Peano. L'idea intuitiva con cui si può comprendere il senso dell'enunciato è quella di un "effetto domino": affinché le tessere da domino disposte lungo una fila cadano tutte sono sufficienti due condizioni:
Il principio d'induzione estende quest'idea al caso in cui la fila è composta da infinite tessere.
Dimostrazioni per induzioneIl principio d'induzione offre un importante strumento per le dimostrazioni. Per dimostrare che un certo asserto P(n) in cui compare un numero naturale n vale per qualunque Si pone
e quindi si conclude che l'insieme U dei numeri per cui vale P(n) coincide con tutto l'insieme dei numeri naturali. Il punto 1 è generalmente chiamato base dell'induzione, il punto 2 passo induttivo. Un modo intuitivo con cui si può guardare a questo tipo di dimostrazioni è il seguente: se disponiamo di una dimostrazione della base
e del passo induttivo allora chiaramente possiamo sfruttare queste dimostrazioni per dimostrare P(1) usando la regola logica modus ponens su P(0) (la base) e Un esempioDimostriamo che vale l'asserto
Abbiamo in questo caso
Dunque dobbiamo assumere che sia vero
lavorare su questa uguaglianza e concludere con l'analoga uguaglianza per n + 1, vale a dire:
Potremmo ad esempio aggiungere n + 1 a entrambi i membri dell'uguaglianza P(n):
poi facciamo qualche semplice passaggio algebrico:
e quest'ultima uguaglianza è esattamente P(n + 1). Questo conclude la dimostrazione del passo induttivo. Avendo dunque dimostrato la base dell'induzione e il passo induttivo possiamo concludere (dal principio d'induzione) che P(n) deve essere vera per ogni Il principio d'induzione forteIl principio d'induzione forte deriva da una versione con ipotesi più restrittive del quinto assioma di Peano, ma equivalente, ossia:
La parola "forte" è legata al fatto che questa formulazione richiede delle ipotesi apparentemente più forti e stringenti per inferire che l'insieme U coincide con Questa formulazione rende talvolta le dimostrazioni per induzione più agevoli data la possibilità di poter disporre di una platea più ampia di ipotesi (tutti i numeri minori di n) per la dimostrazione del successivo "passo induttivo". Questo si verifica, ad esempio, nella dimostrazione della fattorizzabilità dei numeri interi: laddove si voglia usare il principio d'induzione, la regressione da un numero n a fattori più piccoli non porta al numero precedente m ma a numeri più piccoli. La stessa situazione si incontra nella la fattorizzazione dei polinomi. Forme equivalenti del principio d'induzioneIn totale le forme del principio d'induzione sono 4:
Queste forme sono equivalenti nel senso che assumendone vera una si possono dimostrare le altre tre. L'induzione è un assioma o un teorema?Generalmente, il principio d'induzione è indicato come assioma dei numeri naturali: a volte viene considerato al posto del quinto assioma di Peano, ottenendo un modello equivalente, in quanto, come detto in precedenza, i due sono equivalenti. La teoria che si ottiene considerando gli assiomi classici di Peano formalizzati (cioè gli assiomi dell'aritmetica di Peano) eccettuato il principio d'induzione viene chiamata Aritmetica di Robinson ed ammette modelli alternativi in cui il principio d'induzione è falso. Esistono però alcuni sistemi logici in cui esso può essere dimostrato: ad esempio, quando viene usato l'assioma
ovvero
noto anche come Principio del Buon Ordinamento per i numeri naturali. In realtà, questo assioma aggiuntivo è una formulazione alternativa del principio d'induzione matematica: i due assiomi sono infatti equivalenti. Infatti se un insieme non vuoto non ha minimo lo 0 non gli appartiene. Assumendo poi che numeri inferiori a m numeri non gli appartengono, allora anche m non gli appartiene (altrimenti sarebbe il minimo. Applicando l'induzione forte si ottiene che nessun numero gli appartiene. Viceversa, dato un insieme goda delle due proprietà enunciate dal principio d'induzione senza coprire tutto Tuttavia, in alcuni casi il principio d'induzione non è considerato assioma, ciò dipende da come è definito l'insieme dei numeri naturali. Se definisco l'insieme GeneralizzazioniBase diversa dallo zeroUna prima generalizzazione molto elementare consiste nel far partire l'induzione da un numero naturale k diverso da zero. Ovvero: se vogliamo dimostrare che un enunciato P(n) vale per ogni numero naturale n maggiore di un numero prefissato k applichiamo la tecnica di dimostrazione per induzione considerando come base dell'induzione P(k) anziché P(0). Induzione transfinita
Il principio d'induzione transfinita generalizza il principio d'induzione alla classe degli ordinali transfiniti On (di cui i numeri naturali sono un sottoinsieme).
Il principio d'induzione transfinita, a differenza del principio d'induzione forte, è un principio strettamente più potente del principio d'induzione, infatti esistono teoremi come il Teorema di Goodstein che possono essere dimostrati per induzione transfinita ma non possono essere dimostrati mediante l'induzione semplice. Errori e fraintendimentiUna classica applicazione sbagliata del Principio d'induzione è la seguente "dimostrazione" che porta a concludere che
Ragioniamo per induzione sulla grandezza dei possibili insiemi di cavalli: dimostriamo che per ogni
Segue dal principio d'induzione che qualunque sia il numero di cavalli presenti al mondo, questi hanno tutti lo stesso colore.
Voci correlate
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